eLiterature & Electronic Literature

febbraio 8, 2011

Electronic Literature Collection Volume 2 (ELC v.2) – Official Release – Review

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Fabio De Vivo

La ELO (Electronic Literature Organization) continua il suo operato di antologizzazione delle opere di eLiterature. Ecco infatti la nuova collezione ELC2 – Electronic Literature Collection Vol. 2 curata da Laura Borràs, Talan Memmott, Rita Raley e Brian Kim Stefans. Come la ELC1 anche la ELC2 raccoglie sessanta opere di eLiterature con grandi classici precedentemente non raccolti nella prima antologia come Screen di Wardrip-Fruin e Façade di Michael Mateas e Andrew Stern. ELC2 raccogli inoltre autori già presenti in Elc1 come Jason Nelson (di Dreamaphage), J. R. Carpenter (di The Cape) – presenti anche alla OLE – Judd Morrissey (di The Jew’s Daughter), Stuart Moulthrop (di Reagan Library), William Poundstone (di Project for Tachistoscope), Kate Pullinger (di Inanimate Alice, Episode 1: China). Sono raccolte anche opere di autori prima non presenti in ELC1 ma ben noti in ambito eLiterature come Nick Montfort (attuale presidente della OLE), Scott Rettberg (Coordinatore ELCPIP), Stephanie Strickland e tanti altri come Rui Torres, Serge Bouchardon – questi ultimi due presenti anche all’OLE – Alan Bigelow, David Clark, Juliet Davis, Caitlin Fisher, Isaías Herrero, Justin Katko, Bjørn Magnhildøen, Chico Marinho, Mez, Jaime Alejandro Rodríguez, Braxton Soderman, Ilya Szilak, Eugenio Tisselli e Christine Wilks.

Per il momento mi soffermo su un grande classico Screen (2003) di Wardrip-Fruin (che ha anche contribuito al mio Project Interview) realizzato in collaborazione con Robert Coover et al. Screen è un fantastico esempio di Locative Narrative di tipo Site-Specific Installation per ambiente CAVE. Screen è un’opera performata in un ambiente tridimensionale virtuale (CAVE), adoperando, come dispositivi estensivi dei sensi umani, occhiali 3d e guanti con sensori di movimento. Screen offre una modalità di fruizione che non è semplice lettura, bensì una complessa interazione tra la mente, il corpo ed il testo. L’opera inizia come un’esperienza di lettura e di ascolto, che vede spezzoni di memorie apparire sulle quattro pareti a schermo della stanza virtuale e circondare completamente il lettore.  Lo scopo di Screen non è quello di rendere un testo intellegibile, bensì quello di utilizzare il testo come materiale di gioco in modalità non ancora esplorate. Il progetto CAVE è stato avviato nel 1997 dalla collaborazione di sei dipartimenti della Brown University e si riferisce all’ambiente virtuale tridimensionale realizzato adoperando le più moderne tecnologie di Virtual Reality. Per la sua scalabilità, adoperato sia per discipline umanistiche che per discipline scientifiche, CAVE risulta essere uno dei pochi siti al mondo ad offrire, in maniera estensiva, la possibilità di sperimentare gli effetti e i vantaggi offerti dalla realtà virtuale. Il progetto è costato oltre un milione di dollari e l’ambiente risulta fruibile solo da chi ha la possibilità di lavorare o collaborare direttamente con centri di ricerca di eccellenza. Una forte limitazione per la distribuzione di massa delle opere create per questo innovativo ambiente. Da alcuni anni, tuttavia, si sta cercando di trasporre le possibilità creative di CAVE e di allargare la possibilità di fruizione delle opere derivanti usando gli authoring tool e i multimedia player di casa Apple, come in questo caso e anche nei casi di Lens e Torus di John Cayley, scaricabili on line in versione riadattata per Quick Time. Tale trasposizione porta ovviamente con sé le limitazioni della tecnologia adottata in sostituzione della complessa e costosa realtà virtuale adoperata in CAVE.

Lo scopo di Screen, infatti, non è quello di rendere alla fine una ricostruzione del testo intellegibile, bensì quello di utilizzare il testo come materiale di gioco in modalità che, l’annosa questione della relazione tra ludico e letterario[1], “has not previously explored


[1] Cfr.: 3.2.4.

gennaio 8, 2011

eLiterature sulla cresta dell’onda

CC BY-NC-ND 3.0
Fabio De Vivo

Dopo diversi mesi di consulenza alla fine è uscito! E la eLiterature ha guadagnato spazio anche su uno dei più storici quotidiani italiani che attualmente vanta una diffusione media di circa mezzo milione di copie al giorno. “Arriva la Letteratura Elettronica” un articolo in cantiere dall’Estate del 2010 quando fui contattato per la prima volta dalla giornalista Alessia Rastelli della redazione del Corriere per una consulenza sul tema della letteratura elettronica. Una incubazione lunga, ma che alla fine ha presentato per la prima volta all’ampio pubblico dei rotocalchi quello che fin’ora è stata in Italia una fantasyland di nicchia, il New Media Writing, o meglio conosciuta come Letteratura Digitale o Letteratura Elettronica. Complimenti Alessia, per l’intuizione, la caparbia e l’ottima fattura dell’articolo.

Un 2010, quindi, decisamente proficuo per la eLiterature non solo in Italia, ma in tutta Europa. Dalla pubblicazione della prima antologia sulla webletteratura italiana, che ha offerto una prima infarinatura sull’argomento, all’organizzazione del convegno internazionale Officina di Letteratura Elettronica a Napoli, al quale interverrò il prossimo 20 Gennaio, fino alla istituzionalizzazione Europea del fenomeno con il progetto europeo ELMCIP, di cui ho parlato nei post precedenti, il cui abbrivio è avvenuto a Bergen lo scorso 20 e 21 Settembre 2010.

E a pensare che, nel secondo semestre del 2007, quando iniziai ad occuparmi di letteratura elettronica, ero piuttosto scettico sulle possibilità che questo nuovo fenomeno culturale avesse di attecchire rapidamente in un Paese così tradizionalmente culturale come l’Italia. E quanto sembra lontana, nostalgicamente lontana, benché non siano passati neanche tre anni, quella prima chiacchierata con Filippo Rosso nell’ambito del Project Interview. In quell’occasione chiusi l’intervista con la domanda “Che futuro si prospetta alla eLiterature in Italia?” alla quale Filippo mi rispose “Credo che ormai ci sia un respiro generale, semmai il problema è solo un discorso ‘con quanto ritardo arriverà in Italia, piuttosto che in altre realtà?’.” Beh, Filippo, la risposta ce l’abbiamo ora sui rotocalchi.

Versione on line articolo.

Versione cartacea articolo.

 

 

marzo 31, 2010

Antologia della webletteratura italiana

Filed under: eLiterature — Fabio De Vivo @ 11:50 pm
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La casa editrice Il Foglio Letterario ha appena pubblicato un libro dedicato alla “Webletteratura italiana”. Si tratta di un volume che raccoglie alcuni degli esempi più originali e interessanti della nuova letteratura nata e sviluppata in internet.
Il libro è a cura di Mario Gerosa, giornalista ed esperto di mondi virtuali e social network. I contributi sono stati selezionati dai membri del comitato scientifico.
Diviso in varie sezioni, il libro documenta attraverso numerosi esempi le nuove forme narrative sviluppate nei vari social network.
Ecco qui di seguito le principali:

– Gli “status” di Facebook: gli utenti di Facebook vengono costantemente invitati a raccontare qualcosa di loro o ad esprimere il proprio stato d’animo attraverso una breve frase. Alcune di queste frasi sono particolarmente efficaci.
– Conversazioni tra avatar di Second Life o di altri mondi virtuali: ogni giorno milioni di persone conversano in Second Life o in altri mondi sintetici. E talvolta danno vita, anche inconsapevolmente, a frammenti di letteratura nata in tempo reale.
– Topic di forum: talvolta nelle aree di discussione di determinati siti prendono corpo delle conversazioni particolarmente interessanti, degne di un’antologia.
– Messaggi di Twitter: alcuni messaggi lanciati in Twitter sono veri e propri aforismi, altri sono frammenti di storie, altri ancora sono micro-racconti.
– Raccontare coi blog: da tempo è stata riconosciuta una certa autorevolezza a molti blogger, che declinano questo strumento come una forma letteraria. Basti pensare alla blogger cubana Yoani Sanchez, di cui Rizzoli ha pubblicato recentemente il libro “Cuba libre”.
– Narrativa con Skype: storie scritte al telefono utilizzando Skype.
– Raccontarsi con LinkedIn: certi profili di LinkedIn sono costruiti talmente bene da sembrare profili di personaggi della letteratura.
– Storie scritte da vari utenti online: ci sono racconti scritti da diverse persone che collaborano al medesimo progetto narrativo. Un esempio è “La torre di Asian”, scritto da vari residenti di Second Life. Altri esempi sono realizzati con la piattaforma di Wikipedia.
– Racconti di viaggio: descrizioni di luoghi reali o immaginari, proposte sia nei blog di viaggio sia in conversazioni tra avatar di mondi virtuali.

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