eLiterature & Electronic Literature

novembre 30, 2009

Letteratura Elettronica: Definizione

Filed under: eLiterature — Fabio De Vivo @ 1:07 pm
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CC BY-NC-ND 3.0
Fabio De Vivo

La Letteratura Elettronica – anche conosciuta come Letteratura Digitale, Electronic Literature, e-Literature o eLiterature – è un particolare fenomeno intersettoriale, ascrivibile a diversi ambiti, in primo luogo letterario, che tramite l’uso di innovative metodologie creative e dei mezzi offerti dall’evoluzione tecnologica, ivi incluso il computer, il web e le TIC (Tecnologie dell’informazione e della Comunicazione), produce lavori letterari innovativi.

DEFINIZIONI

Grazie a voi gentili amci ho raccolto, e continuo a raccogliere dati rilevanti sulla eLiterature, tra questi, i diversi punti di vista su come il concetto di eLiterature è percepito da voi – scrittori, studiosi, critici o semplici interessati – che si trovano ad operare direttamente in quest’ambito. Tra le varie definizioni raccolte eccone una breve selezione:

  • «I would say that Digital literature is that specific kind of literature that is born within digital media and only can be consumed in these media, in this specific medium because it means that this literature explores the creative possibilities of the medium.» — [Spain]
  • «Works with traditional literary merit created in new electronic or trans medial form(s).» — [Ireland]
  • «A wide and various ambit of experimentation and production which conjugates writing and electronic media.» — [Italy]
  • «La letteratura elettronica è una nuova forma di letteratura nata nel web, quasi un nuovo genere. comprende letteratura interattiva, ergodica, ipertestuale, poesia elettronica e romanzi collettivi.» — [Switzerland]
  • «Literature that uses functions permitted by electronics (e.g., images, links, sound, animation, GIS locations) in a way fundamental to the meaning of the work.» — [USA]
  • «eLiteratura es toda la literatura que tiene el auxilio/recurso informático en su produción, siendo que de su produto hace parte el proprio lenguaje de la informática (algoritmos) + lenguaje de la literatura (signo verbal). Podemos distinguir entre dós grandes grupos del punto de vista del proceso de produción en lo que dice respecto a la ecologia de una obra de ciberliteratura: Hiperedición (normalmente la forma de las obras respectará el sistema tradicional, pero la obra en cuestión es presentada en suporte electrónico y/o digital); Hiperescrita (aqui es dónde hay verdaderamente la participación del lenguaje informático en el proceso de hacer (poesis) de la obra.» — [Portugal]
  • «My personal working definition is: Creative digital works, that employ some form of language, text or narrative or poetic communication, where the use of computers, whether networked or stand-alone, is integral to both the creation and reception of the work.» — [UK]
  • «E’ una forma di Scrittura Mutante» — [Italy]

Da questa panoramica di definizioni raccolte da persone attive nell’ambito della Letteratura Elettronica e di diverse nazionalità appare chiaro come esistono diversi punti di vista sull’argomento che, comunque, risulta troppo vasto e omnicomprensivo e ciò rendere difficile una definizione che calzi per tutte le sue forme espressive. A supporto di quanto detto N. Katherine Hayles nel suo saggio Electronic Literature: what is it? insieme alla Electronic Literature Organization, attualmente diretta da Joseph Tabbi (2009), sono arrivati alla seguente definizione di Electronic Literature:

  • «Electronic literature, generally considered to exclude print literature that has been digitized, is by contrast “digital born,” a first-generation digital object created on a computer and (usually) meant to be read on a computer. The Electronic Literature Organization, whose mission is to “promote the writing, publishing, and reading of literature in electronic media,” convened a committee headed by Noah Wardrip-Fruin, himself a creator and critic of electronic literature, to come up with a definition appropriate to this new field. The committee’s choice was framed to include both work performed in digital media and work created on a computer but published in print (as, for example, was Brian Kim Stefans’s computer-generated poem “Stops and Rebels”). The committee’s formulation: “work with an important literary aspect that takes advantage of the capabilities and contexts provided by the stand-alone or networked computer.”»

CLASSIFICAZIONE

La Letteratura Elettronica, oltre ad essere intersettoriale e pluri-definibile, raccoglie in sé diverse forme, a volte anche molto distanti l’una dall’altra, da rendere ostica anche una generica classificazione. Nel suo sito ufficiale, la ELO ha provveduto a dare una generale schematizzazione di quelle che possono essere considerate le principali forme di Electronic Literature:

  • Hypertext fiction and poetry, on and off the Web
  • Kinetic poetry presented in Flash and using other platforms
  • Computer art installations which ask viewers to read them or otherwise have literary aspects
  • Conversational characters, also known as chatterbots
  • Interactive fiction
  • Novels that take the form of emails, SMS messages, or blogs
  • Poems and stories that are generated by computers, either interactively or based on parameters given at the beginning
  • Collaborative writing projects that allow readers to contribute to the text of a work
  • Literary performances online that develop new ways of writing.

Tale classificazione se pur utile e autorevole non risulta del tutto esaustiva e in alcuni punti è approssimativa, in particolar modo per ciò che concerne la Poesia Elettronica, o ePoetry. In quest’ambito, infatti, sono ascrivibili non solo il genere della Poesia Ipertestuale (Hypertext Poetry), ma anche altre forme di ePoetry, piuttosto differenti l’una dall’altra, come ci spiega Caterina Davinio, pioniere del genere a livello internazionale, nella sua intervista. Nella ePoetry infatti si possono distinguere almeno tre macro-insiemi quali la “Computer Poetry” la “Videopoesia” e la “Net-Poetry”.

Inoltre, alcune contraddizioni si presentano nel momento in cui si scorrono le varie catalogazioni individuabili nei testi critici, in particolar modo per forme quali il “cyber testo”, i “chatterbots” e la “MUVELiterature”. Nel primo caso, leggendo Cybertext. Perspectives on Ergodic Literature, Aarseth non cataloga il “cyber testo” tra le forme di Electronic Literature, mentre i “Chatterbots” vengono catalogati dalla ELO come eLiterature, nonostante questa seconda forma e la prima risultino essere molto affini, in particolar modo nelle dinamiche di produzione. Il terzo caso, infine, sembra che non sia ancora stato preso in considerazione dalla critica ufficiale, anche se la cifra distintiva delle narrazioni che avvengono negli ambienti MUVE (Multi-User Virtual Environment) sembrano avvicinarsi molto al concetto di Narrativa Interattiva (Interactive Fiction).

DIFFUSIONE

Se ci si sofferma sulla quantità e qualità di opere disponibili e ascrivibili alla Letteratura Elettronica e ci si sofferma ad analizzare il lavoro di diffusione operato da editori quali Eastgate Systems, la Narrativa Ipertestuale risulta essere la forma più diffusa e praticata. Eastgate Systems con Mark Bernstein e la ELO con Joseph Tabbi, operano un forte stimolo alla raccolta e diffusione di opere di questo tipo, in particolar modo in America. Uno dei pionieri di questo genere letterario è infatti l’americano Michael Joyce. Il suo Afternoon, a story (1987) è infatti il primo ipertesto narrativo che ha assunto una seria valenza letteraria che, congiuntamente all’acclamato Patchwork Girl (1995), della scrittirice americana di narrativa ipertestuale Shelley Jackson, risulta essere uno dei capolavori di questo genere letterario. Ma non sono solo le fonti primarie ad evidenziare la fortuna di questo genere, anche il lavoro critico e di ricerca che ruota intorno alla Narrativa Ipertestuale è infatti serio ed esteso. Anche in Italia ci sono state alcune sperimentazioni del genere, Filippo Rosso con s000t000d è uno di questi giovani esempi. Il panorama italiano, comunque, sembra per lo più proteso verso la ePoetry, ciò probabilmente dovuto al fatto che tale forma espressiva ha le sue radici proprio in Italia. A testimonianza c’è l’opera di Caterina Davinio e la sua partecipazione a diverse edizioni della Biennale di Venezia dal 1997 ad oggi.

 

© Fabio De Vivo

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