eLiterature & Electronic Literature

novembre 12, 2009

Letteratura Elettronica: Stato dell’arte (2009)

Filed under: eLiterature — Fabio De Vivo @ 11:39 pm
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CC BY-NC-ND 3.0
Fabio De Vivo

In questo articolo si sintetizza l’attuale stato dell’arte della ricerca nazionale ed internazionale nell’ambito della Letteratura Elettronica (Electronic Literature o eLiterature).

  • La definizione di eLiterature è ancora un problema irrisolto. Il saggio di N. Katherine Hayles “Electronic Literature: What is it?” (2007) insieme alla ELO (Electronic Literature Organization) ha fatto chiarezza sul fenomeno, tant’è vero che sull’enciclopedia libera americana wikipedia è sparita la dicitura “this article or section is in need of attention from an expert on the subject”, ma l’articolo rimane ancora ad un livello prettamente embrionale. La definizione è passata da “work with an important literary aspect that takes advantage of the capabilities and contexts provided by the stand-alone or networked computer” (definizione precedente di Hayles) a “a literary genre consisting of works of literature that originate within digital environments”. Si è cominciato quindi a parlare non tanto di un genere correlato a computer o reti di computer, bensì ad ambienti digitali.

  • La classificazione dei generi rimane ancora un punto ostico, per assenza di studi specifici su alcuni generi e per l’aspetto interdisciplinare della eLiterature. N. Katherine Hayles, Joseph Tabbi, George P. Landow, J. David Bolter, Mark Bernstein, Espen J. Aarseth e la ELO hanno dato il loro importante contributo critico, ma siamo ancora distanti dalla definizione di una classificazione chiara. Se generalmente si conviene che sono generi di eLiterature la Hypertext(ual) Fiction, la Hypertex(ual) Poetry, la Kinetic Poetry in Flash,  la Interactive Fiction, i Chatterbots, i Narrative Blogs e la Collective Narrative, mentre non è definibile tale il Cybertext, più difficile risulta posizionare forme miste e cangianti quali la Digital Poetry, la Video Poetry, la Net-Poetry le MUVE Narration e ancora più arduo risolvere le contraddizioni che nascono nel momento in cui si parla di macroinsiemi quali la Letteratura Ergodica o la NetArt. La ricerca scientifica internazionale, in particolar modo ma non esclusivamente nelle figura di N Katherine Haykles, Electronic Literature: New Horizons for the Literary (2008) e Joseph Tabbi, «On Reading 300 Works of Electronic Literature»  (2009),  stanno lavorando a tal riguardo.

  • Tra i vari generi di eLiterature, l’attenzione critica internazionale da anni si focalizza sulla Hypertext Fiction, come attestano i tanti ed autorevoli saggi critici esistenti. In particolar modo, il professore George P. Landow della Brawn University dagli anni Novanta studia con attenzione il fenomeno dell’ipertesto e dell’ipertesto narrativo con volumi quali Hypertext: The Convergence of Contemporary Critical Theory and Technology (1991), The Digital Word (1993), Hypermedia and Literary Studies (1994), Hyper/Text/Theory (1994), Hypertext 2.0 (1997), Hypertext 3.0 (2005). Nello specifico la ricerca del prof. Landow, rinomato critico e teorico, pionere nell’ambito della eLiterature nonché una delle più importanti figure nel campo dell’ipermedia e dell’ipertesto, analizza gli effetti delle tecnologie digitali sul linguaggio e dei media elettronici sulla letteratura. Per ciò che concerne gli altri generi di eLiterature, il Narrative Blog se pur diffusissimo e tra le prime forme di Letteratura Elettronica a prender vita, è un fenomeno così consolidato quanto poco considerato a livello teorico. In quest’ultimi anni, l’attenzione della ricerca internazionale si è posta inoltre su generi quali la Interactive Fiction, dove a tal riguardo il portale Dreaming Methods è una raccolta autorevole di tali opere, sui romanzi collettivi, progetti di collaborazione in tal senso continuano a nascere (un esempio tra diversi è il progetto italiano “La torre di Asian”, romanzo collettivo ambientato in Second Life) e la ePoetry, approdata ormai da diversi anni anche alla Biennale di Venezia grazie al lavoro della poetessa Caterina Davinio e il cui luogo, tra i tanti, e rintracciabile nel Museo del Metaverso di Second Life. Infine un progetto recentissimo (Ottobre 2009), tutt’ora in fase di svolgimento, il cui fondatore è Mario Gerosa, professore, scrittore e caporedattore di Condenast Italia SpA, sta raccogliendo tutte le opere di web-letteratura italiana in una volume antologico intitolato Antologia della web letteratura italiana la cui data di pubblicazione è prevista per il 2010.

La ricerca internazionale di più alto livello si sta attualmente muovendo nelle seguenti direzioni:

  • Katherine HAYLES, esperta di letteratura postmoderna, letteratura americana e letteratura elettronica e professoressa ordinaria nonché direttrice della Facoltà di Letterature Comparate alla Duke University, Hayles focalizza la sua ricerca sulle relazioni tra scienza, letteratura e tecnologia. Inizialmente con Technocriticism and Hypernarrative (1997), raccolta critica di saggi sulla Hypertext Narrative, tra i quali contributi di Michael Joyce e Joseph Tabbi, la Hayles indirizza la sua ricerca sull’analisi critica dell’ipertesto narrativo. Il suo blasonato «Electronic Literature: What is it?» (2007) si pone a livello internazionale come il primo saggio critico compiuto sulla Electronic Literature. Nella posizione di direttrice della Electronic Literature Organization nel quinquennio 2001-2006, la Hayles contribuisce alla pubblicazione della prima raccolta compiuta di opere di eLiterature: Electronic Literature Collection – Volume I (2006) raccoglie trecento esempi di eLiterature. Con il suo ultimo saggio Electronic Literature: New Horizons for the Literary (2008), supportata dalla sua esperienza in ambito eLearning, la Hayles pubblica un volume intenzionalmente progettato con lo scopo di portare la eLiterature nelle classi scolastiche. La struttura teorica di quest’opera punta a far comprendere come la letteratura elettronica seppur attinge dalla tradizione della stampa necessita di nuove strategie di lettura e interpretazione.

  • Joseph TABBI, esperto di letteratura postmoderna, letteratura americana, letteratura elettronica e scienze cognitive e professore ordinario presso la University of Illinois at Chicago, Tabbi focalizza la sua ricerca sul rapporto tra la letteratura, le tecnologie dell’informazione e della comunicazione e le scienze cognitive. Con il suo citatissimo volume Cognitive Fiction (2002), continuazione dell’analisi critica iniziata otto anni prima con Postmodern Sublime (1996), Tabbi analizza gli effetti delle TIC sulla Letteratura Americana Contemporanea correlando tale analisi con lo studio delle modalità in cui le tecnologie dell’informazione e delle comunicazione si mescolano con i modelli cognitivi. Nella posizione di attuale direttore delle Electronic Literature Organization e di critico letterario, con Toward a Semantic Literary Web (2007) Tabbi offre un’attenta analisi su come porsi criticamente e operativamente (PAD: Preservation, Archiving, and Dissemination) nei confronti della Electronic Literature. Il suo ultimo sforzo, «On Reading 300 Works of Electronic Literature» (2009), è infine una profonda riflessione sulla qualità attuale delle eLiterature e sull’obietto della stessa.

  • George LANDOW, esperto di letteratura vittoriana, letteratura elettronica, ipertesto e ipermedia e professore ordinario presso la Brawn University, Landow focalizza la sua ricerca sull’ipertesto e l’ipermedia e il loro valore epistemologico. Con Hypermedia and Literary Studies (1994), Landow riflette sulle opportunità teoriche e pratiche e sulle sfide sollevate dalla convergenza tra sistemi ipermediali e testo scritto tradizionale, spaziando dalla teoria e progettazione di ipermedia letterari alle possibili applicazioni creative in ambito poetico e narrativo.  Contemporaneamente con Hyper/Text/Theory (1994), Landow descrive le nuove frontiere della Information Technology e le sue relazioni con il lavoro di alcuni teorici letterari (Derrida, Barthes) allo scopo di esplorare profondamente le implicazioni della letterature ipertestuale per la teoria della letteratura contemporanea avallando la tesi dell’esistenza di una nuova teoria della tecnologia della scrittura elettronica. Con il suo blasonato Hypertext 3.0 (2005), rivisitazione ed estensione del pretendente Hypertext 2.0 (1997), Landow mette insieme per la prima volta il mondo della teoria letteraria e quello della teoria del computer technology. In questo ricco volume (436 pagine), Landow spazia dalla la teoria del de-centramento di Derrida (l’ipertesto è un sistema decentrato e ricentrabile) alla concezione del “readerly” versus “writerly” text di Barthes (testo chiuso VS testo aperto); dalla analisi delle tecnologie Internet-related a come la tecnologia sta contribuendo alla riconfigurazione del testo, dell’autore e dell’educazione letteraria; dall’impatto dell’ipertesto sulla letteratura e sulla pedagogia alla relazione tra letteratura contemporanea e teoria sociale.

  • David BOLTER, esperto in New Media, Technology in Education, Computers in the writing process, Augmented Reality, Digital Art and Design; direttore del Information Design and Technology Project; direttore del Writing Program of the School of Literature e professore ordinario presso il Georgia Institute of Technology, Bolter focalizza la sua ricerca sull’applicazione delle nuove tecnologie alle discipline umanistiche, cercando di individuare un punto di unione tra la “Galassia Gutenberg” (testo stampato) e l’”Universo Informatico”. Il suo interesse principale riguarda l’impatto dei computer sulla cultura ed il loro utilizzo come medium innovativo per la comunicazione verbale, testuale e visiva. In quest’ottica, con Writing Space (2001), che prende l’abbrivio dal precedente Remediation – Understanding New Media (2000), Bolter analizza la relazione che intercorre tra stampa e nuovi media sostenendo, in controtendenza con la critica tradizionale, la teoria della “ri-mediazione”, ossia di come l’ipertesto ed altre forme di letteratura elettronica non facciano altro che rimodellare le forme e i generi della stampa. Con Windows and Mirrors (2003), Bolter espande le frontiere della sua ricerca analizzando l’importanza dell’arte digitale e soffermandosi sui concetti del trasparente e del riflettente tipici dell’interfaccia. Reificando le sue speculazioni teoriche, Bolter ha ideato un progetto che sfrutta le potenzialità della Digital Art creando con Macromedia Director un ambiente virtuale denominato DART (The Designer’s Augmented Reality Toolkit) con lo scopo di incrementare l’apprendimento informale e le capacità di espressione artistica attraverso l’uso dell’arte digitale.

  • Michael JOYCE, scrittore, critico, teorico della Hypertext Fiction e professore di inglese e di studi multimediali al Vassar College di New York, con l’ipertesto narrativo Afternoon: a Story (1987) Joyce ha dato vita alla prima opera seria di narrativa ipertestuale, raggiungendo subito l’apprezzamento internazionale. Joyce è considerato il precursore della narrativa ipertestuale e parallelamente alla sua vocazione di scrittore, da diversi anni Joyce s’impegna nello studio, sviluppo e diffusione della narrativa ipertestuale. Con il saggio critico Of two minds: hypertext pedagogy and poetics (1995), Joyce vota la sua ricerca all’esplorazione di come le nuove tecnologie, i nuovi media e le nuove metodologie possano supportare l’insegnamento e l’apprendimento. Al suo lavoro di ricerca, e in particolar modo a questa sua opera, si deve il conio dell’espressione “Theoretical Narrative”. In paticolar modo in questo testo, l’autore sottolinea inoltre come l’ipertesto crei una topografia testuale che implica nuove modalità di pensare il concetto stesso di testo. Con Othermindedness: the emergence of network culture (2000), Joyce offre un altro egregio esempio di “Theoretical Narrative”, ossia un testo in cui la teoria diviene narrativa, focalizzando la sua ricerca non solo sulla narrativa ipertestuale, ma indirizzandosi anche verso la narrativa interattiva. Inoltre, con David Bolter, Michael Joyce è l’ideatore e il creatore del famoso tool per la scrittura di narrativa ipertestuale Storyspace.

  • Caterina DAVINIO, pionere della Digital Poetry, poetessa e teorica di ePoetry e NetArt, grazie alla partecipazione e collaborazione come curatrice a vari progetti della Biennale di Venezia (in sei edizioni dal 1997 al 2009), ha portato l’ufficializzazione del genere ePoetry e NetPoetry in Italia, risultato del suo serio e continuativo lavoro in quest’ambito dal 1990. Con la sua raccolta critica Tecno-Poesia e realtà virtuali (2002), Davinio ha contribuito a portare alla ribalta internazionale la ePoetry. Il suo ultimo progetto Virtual Mercury House – Planetary & Interplanetary Events (2009), sviluppatosi in seno agli eventi collaterali della prestigiosa Biennale di Venezia, è stato un insieme di happening virtuali internazionali di Net-Poetry la cui community di quasi 800 iscritti è presente sull’omonima pagina pubblica di Facebook.

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